L’enigma del ronzio di Taos

 Nella piccola città di Taos, nel New Mexico, gli abitanti segnalano dagli anni ’90 un persistente ronzio a bassa frequenza. Descritto come un brontolio lontano, sarebbe responsabile di mal di testa, insonnia e disagio. Curiosamente, solo circa il 2% della popolazione afferma di udirlo, mentre gli strumenti di misurazione raramente lo rilevano. Questa casualità — come le puntate di un ZetCasino o la rotazione incerta delle slot — rende il fenomeno uno dei misteri acustici più insoliti della modernità.

Un’indagine del 1997 condotta dall’Università del New Mexico non trovò alcuna fonte costante, pur ipotizzando collegamenti con apparecchiature industriali o onde infrasoniche. Uno studio del 2018 pubblicato su Applied Acoustics paragonò il ronzio di Taos a casi simili in Regno Unito e Scozia, concludendo che non esiste una sola spiegazione. Le ipotesi vanno dall’acufene a sistemi militari segreti fino a risonanze geologiche.

Sul web, il ronzio è diventato leggenda. Nel 2020 un thread su Reddit con 33.000 commenti si chiedeva se fosse “nella testa o fuori dalla realtà”. Un utente scrisse: «La parte peggiore non è il suono, ma sapere che gli altri non lo sentono.» Su YouTube, le compilation di registrazioni del ronzio raccolgono milioni di visualizzazioni, anche se molti scettici sostengono che siano falsificazioni.

Il ronzio di Taos persiste perché confonde i confini tra psicologia, ambiente e mistero. Che sia meccanico, naturale o immaginario, resta un paesaggio sonoro inquietante dell’ignoto.

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